Bobby Sands


Si, questo post avrei dovuto pubblicarlo ieri, oggi è il 6.

Il 5 maggio fa venire in mente a molti di noi l’ode del Manzoni sulla morte di Napoleone a Sant’Elena.: ei fu siccome immobile dato il mortal sospiro

il Cinco de Mayo è anche una festa messicana, diffusa anche negli USA, per cui ci è arrivata, qui alla periferia dell’impero tramite film e canzoni… e la data ci dice qualcosa, anche se non sappiamo cosa.

Il 5 maggio a me parla anche di altro, un evento pubblico e uno privato. Di quello privato non parlerò, ma il 5 maggio 1981, quindi 30 anni fa (ieri), moriva in una prigione vicino Belfast, Bobby Sands.

Quando morì, dopo 66 giorni di sciopero della fame, aveva27 anni.

Stava scontando una condanna a 14 anni per possesso di una pistola, iniziò lo sciopero della fame il primo marzo 1981, chiedendo che ai detenuti per il separatismo nordirlandese venisse riconosciuto lo status di prigionieri politici o di guerra e non quello di criminali comuni.

Nei mesi successivi altri nove militanti  lo seguirono nel suo destino.

“Ero soltanto un ragazzo della classe operaia proveniente da un ghetto nazionalista, ma è la repressione che crea lo spirito rivoluzionario della libertà. Io non mi fermerò fino a quando non realizzerò la liberazione del mio paese, fino a che l’Irlanda non diventerà una, sovrana, indipendente, repubblica socialista.  “

Alla fine del 1972, l’anno del  “Bloody Sunday”, quando i paracadutisti inglesi spararono sulla folla durante una manifestazione pacifica, provocando 13 morti e numerosi feriti,  viene arrestato e condannato a tre anni e mezzo. Poco dopo essere stato liberato, nel 1976, viene nuovamente arrestato e condannato a quattordici anni di reclusione e viene imprigionato nel blocco H del carcere di Long Kesh.

In prigione divenne leader di una tragica stagione di lotte durata quattro anni e culminata con la sua clamorosa elezione al parlamento di Westminster, mentre era già in corso lo sciopero della fame che lo avrebbe portato alla morte. Fu deputato per soli 25 giorni.

Di quel giorno ricordo le foto di Bobby Sands su un tavolaccio, da morto, capelli e barba lunghi, la pelle che fasciava le ossa sporgenti.

Ci sono molti film su Bobby Sands,  Hunger e Il silenzio dell’Allodola ad esempio. Si trova anche qualche cosa su youtube.

Viene considerato un martire della libertà, anche non condividendo le sue scelte radicali, dopotutto l’IRA è stata un’organizzazione politico-militare che veniva definita terrorista dagli inglesi e dai loro alleati e combattente dai suoi simpatizzanti, in varie parti del mondo.

Oggi viene ricordato con un termine che va di moda: bipartisan. Si riconosce alla sua scelta una dignità profonda, di colui che crede fino alla fine, fino alle estreme conseguenze, ai suoi ideali.  Inoltre Bobby Sands ha ucciso se stesso. Ha usato quindi la non violenza e quindi è un eroe comodo. Può essere usato da tutti abbastanza tranquillamente.

Ma se avesse potuto sarebbe stato fuori, a combattere. L’IRA era una organizzazione combattente, al tempo.  E lui era un militante di questa organizzazione.

A volte non si ha possibilità di scegliere. Si nasce in un quartiere, si vive una certa vita, i tuoi amici fanno delle scelte perché è tradizione, perché qualcuno ti costringe a schierarti, adifenderti. E così ti ritrovi nelle piazze, sotto i lacrimogeni, diventi un militante politico, il ventaglio delle tue scelte diminuisce, fino a diventare poche, pochissime.

E’ storia comune, si capisce più facilmente quando gli avvenimenti sono lontani, onel tempo o nello spazio, meglio se entrambi.  Qui in Italia ancora è ben lontana la comprensione storica di quello che è avvenuto negli anni 70, ad esempio. Ancora molti portano addosso, nell’anima perlomeno, dei segni che non rendono possibile guardare le cose con distacco.

Ma per molti non era possibile scegliere di astenersi. L’educazione, l’indole, l’ambiente… possono portarti a scelte obbligate. La vita diventa un lungo stretto corridoio da percorrere.

Per alcuni quel corridoio è finito con la morte, o una lunga prigionia.

Lo si mette in conto.

Si può morire, in azione,  mentre si compiono azioni che sono di guerra. Lì è o tu, o il tuo nemico. Lotti per sopravvivere, in quel momento. E la tua sopravvivenza vuol dire affermare i tuoi ideali, e i tuoi ideali implicano una vita migliore, per te, non solo per gli altri che condividono la tua lotta. Se muori è un accidente, una casualità possibile.

Speri di evitarlo, speri che i tuoi ideali si affermino, speri di poter vivere un giorno nel mondo che vorresti.

Oppure combatti perchè odi. Per rabbia. Perché vuoi vendicare. Ma anche questo scopo necessita che tu sopravviva, per avere soddisfazione.

Ma morire giorno dopo giorno, passo dopo passo, è una cosa diversa. Sai che tu, comunque, perderai tutto. Tu, bene che vada, non ci sarai. Oppure che la tua morte sarà stata inutile.

Bobby Sands ha avuto 66 giorni per pensarci. Quelli dopo di lui anche.

Mi sgomenta una volontà talmente determinata da vincere la paura della morte. Non si lotta per sé, per la propria vita. Si lotta per gli altri. Si muore con la speranza che la propria morte non sia inutile.

Ci vuole una immensa fede per questo. O una immensa disperazione.

Non so. Bisognerebbe stare lì per saperlo. Non si può conoscere un uomo solo dai suoi atti. Gli atti hanno valore buono o cattivo, ma l’uomo, perchè li abbia compiuti, non lo saprai mai, se non lo conoscevi veramente bene.

Ma fede o disperazione che sia… è voluto essere un martire.

Bobby Sands era cattolico,  ma era un essere cattolico per fazione politica. Non parla mai, nei suoi scritti, di fede in dio. Eppure il suo essere cattolico deve aver inciso nel suo essere martire. Morire per una fede. La sua fede era nella libertà.

Bobby Sands credeva nella libertà, è morto per essa. Non credo pensasse di ricevere un premio, in una vita successiva.

Il suo premio, in vita, fu pensare di far qualcosa di giusto per sé e per gli altri che amava, i suoi compagni, i suoi amici.

Ecco. Io non lo so chi sono gli eroi. Bisognerebbe essere lì, per saperli riconoscere. Però, una certa idea che Bobby Sands e quelli come lui forse lo sono, mi viene.

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